Giocando sullo schema di posa, cioè sulla disposizione geometrica delle piastrelle, è possibile valorizzare gli spazi ma anche minimizzare alcune irregolarità dell’ambiente. Nel caso delle piastrelle rettangolari, ad esempio, la posa in diagonale (a 45° rispetto alle pareti) aiuta a ridurre la percezione di pareti non perfettamente ortogonali, una condizione frequente soprattutto negli edifici storici.

Le piastrelle quadrate rappresentano una soluzione classica e versatile, adatta sia ad ambienti piccoli sia a spazi più ampi. Nell’interior design contemporaneo, la tendenza è però sempre più orientata verso formati grandi, scelti per ottenere superfici più continue e pulite.

Le piastrelle esagonali, oggi molto apprezzate, hanno origini che risalgono alla seconda metà dell’Ottocento e si ispirano alle mattonelle realizzate in cemento pressato: le cementine. Permettono di creare composizioni decorative anche molto diverse tra loro, con effetti visivi capaci di ampliare o allungare gli spazi, riequilibrare le proporzioni o mascherare eventuali irregolarità geometriche dell’ambiente.

Altre FAQ

Come scegliere le dimensioni delle piastrelle?

I formati più diffusi di piastrelle vanno ora dal classico quadrato 20×20 cm fino a 120×120 cm e anche oltre come nel caso delle lastre che arrivano anche a 120x300 cm.

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Quali piastrelle in un bagno piccolo?

La dimensione delle piastrelle è solo uno dei fattori che influiscono sulla percezione delle dimensioni dell’ambiente.

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Che cos’è la rettifica?

La rettifica è un procedimento con il quale i bordi delle piastrelle vengono perfettamente linearizzati e squadrati.

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